La porzione ideale a portata di mano

Il consumo quotidiano di porzioni eccessive di cibo comporta l’assunzione di calorie in quantità superiori rispetto al reale fabbisogno, calorie che inevitabilmente possono contribuire all’insorgenza di sovrappeso e obesità e problemi di salute correlati. Tuttavia, non è sempre facile riuscire a dosare la porzione corretta per ogni alimento. Spesso non si dispone della bilancia e allo stesso tempo chi la possiede non la utilizza, in preda alla fretta e alla frenesia che caratterizza le nostre giornate. Ne risulta una scarsissima attenzione alle porzioni consumate.

Come ovviare a questo problema? Esiste un metodo semplice e veloce per “misurare” la quantità degli alimenti da consumare senza dover necessariamente utilizzare la bilancia?

La risposta è proprio nelle tue mani!

All’inizio degli anni ‘90 il dietologo italiano Oliviero Sculati propose il metodo della “Dietetica per volumi”, un sistema dietetico che prevedeva l’utilizzo delle mani come parametro di riferimento per misurare il giusto quantitativo di cibo da assumere, in alternativa alla classica misurazione del peso tramite bilancia. Questo procedimento permetteva di ottenere, con una buona approssimazione, il corretto apporto di calorie e di nutrienti da assumere, poiché la dimensione delle mani è generalmente proporzionata alla struttura corporea e grazie alla loro flessibilità risulta facile mimare con esse il volume degli alimenti che quotidianamente consumiamo. Le nostre mani risultano una semplice unità di misura da utilizzare in diversi modi: possiamo infatti usare il pugno chiuso, il pugno schiacciato, la mano aperta o parti di essa, come il palmo e anche una o più dita.

Il pugno chiuso (ed eventuali suoi multipli) può essere per esempio impiegato per misurare i cibi il cui volume si estende in altezza, come un piatto di pasta, di polenta o di riso, come una porzione di legumi, di verdure crude cotte, di frutta o per individuare il giusto volume di un panino; la pasta, soprattutto gli spaghetti cotti, prende come unità di misura il pugno schiacciato.

La mano aperta appoggiata su un piano a dita chiuse (pollice escluso), nella sua lunghezza dalla punta del dito medio all’attaccatura del polso, può ricondurre alle dimensioni di una fetta di carne o di un filetto di pesce; invece la mano aperta a dita chiuse (pollice incluso) ci può aiutare a valutare le dimensioni di una fetta di pane di polenta. Se le fette o i filetti dovessero risultare molto alti in spessore dovremo calcolare una superficie più contenuta e si richiama allora la misura del palmo, dal polso fino all’attaccatura delle dita.

Quando si devono misurare alimenti di piccole dimensioni si considerano invece le ditadue dita unite, come l’indice e il medio, possono essere prese come riferimento per alcuni cibi che si consumano in fette, come ad esempio il formaggio.

Inoltre il pollice, dalla radice alla punta, può ricondurre alle dimensioni di due quadratini di cioccolato, mentre dallo snodo della falange alla punta è utile per quantificare la giusta porzione di grassi da cottura o da condimento, come olio e burro.

Questo metodo può davvero rappresentare un valido aiuto in ogni luogo e in qualsiasi momento. Anche se inizialmente la porzione nel piatto potrà sembrare ridotta, è bene ricordare che è meglio utilizzare le mani che gli occhi per misurare la porzione, così da limitare l’introduzione di calorie in eccesso e lo spreco alimentare…

Con le corrette porzioni manterremo in salute noi stessi e l’ambiente che ci circonda.

 

Riferimenti:

https://www.sculati.it/

http://www.nutrirsidisalute.it/pdf/La_dietetica_per_volumi.pdf

Redatto da: Sarah Andrei
Studentessa Master universitario in Food & Beverage: gestione e sostenibilità dei servizi di ristorazione
Università Cattolica del Sacro Cuore


14/05/2024